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giovedì

CONTRO INTERNET

Il mondo è, e forse lo sarà ancora a lungo, nelle mani dei Grands Simplificateurs, dai quali probabilmente potremo emanciparci solo dopo una catastrofe di cui, nel 1914, abbiamo visto soltanto i prodromi.


Strano, vagare nella nebbia!
È solo ogni cespuglio ed ogni pietra,
né gli alberi si scorgono tra loro,
ognuno è solo.                                                                                                                                  
Pieno di amici mi appariva il mondo                                      
quando era la mia vita ancora chiara;
adesso che la nebbia cala
non ne vedo più alcuno.


Saggio non è nessuno
che non conosca il buio
che lieve ed implacabile
lo separa da tutti.


Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine.
Nessun essere conosce l'altro
ognuno è solo.




Non vorrà mica considerare uomini tutti i bipedi che passano per la strada, soltanto perchè camminano dritti e la gestazione dei loro figli dura nove mesi! Lei capisce che molti di loro sono pesci o pecore, vermi o sanguisughe. Certo in ognuno di loro ci sono possibilità di diventare uomini, ma solo quando lo intuiscono e se rendono conto, queste possibilità appartengono a loro!


Musiche: Chi mi credo d'essere?, Marlene Kuntz
Testo: Il coraggio di ogni giorno, Hesse

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